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 Lampone  -  Lanciola  -  Lavanda  -  Malva silvestre  

  Margherita  -  Margheritina  -  Mirtillo

Lampone

(Rubus idaeus)

  

Famiglia : Rosaceae


Le parti utilizzate:

Le foglie e i frutti.
Le foglie si raccolgono in giugno, prima della fioritura, recidendole senza il picciolo. I frutti si raccolgono alla piena maturazione, il luglio - agosto, evitando di daneggiarli durante la raccolta altrimenti marciscono velocmente.


Proprietà :

Aromatizzanti, vitaminizzanti, antiinfiammatorie, astringenti.
Principi attivi : Olio essenziale, acido citrico e malico, zuccheri, antociani, vitamine B e C, tannini e pectine anche nelle foglie.

I frutti del Lampone sono non solo un alimento energetico e dissetante, ma anche una buone sorgente di vitamine. Sono inoltre impiegati nel settore liquoristico, delle bevande, dei prodotti dolciari e nel settore farmaceutico come correttivi dell'odore e del sapore.
I polifeni presenti conferiscono ai frutti ottime proprietà generali antiinfiammatorie e protettrici dei capillari sanguigni che vengono sfruttate, per uso esterno, come lenitivi della pelle infiammata, delle gengive irritate e facili a sanguinare; per uso cosmetico vengono sfruttate in maschere vitaminizzanti e astringenti su pelli sensibili.
I preparati di foglie di Lampone, particolarmente ricche di tannini, sono astringenti per uso esterno e interno. Per quest'ultimo impiego, sono utili presidi come lenitivi e detergenti per emorroidi, ragadi, stati infiammatori della gola e della bocca.

Preparazione e uso :

Uso interno :

Le foglie : Per infiammazioni intestinali ed emorroidali.

Decotto : 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno.

Uso esterno :

Le foglie : Per le infiammazioni della bocca e della gola, delle emorroidi e in genere della pelle.

Decotto : 3 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui e gargarismi, applicare compresse.

I frutti : Per le mucose della bocca e della gola, per pelli infiammate.

Succo : (eventualmente diluito con acqua) - Fare sciacqui e gargarismi, applicare compresse. 

 Lanciola
(Plantago lanceolata)

Descrizione: 

La Lanciola è una pianta perenne, alta da 10 a 40 cm, con foglie lanceolate a margine intero, con nervature pronunciate, riunite in una rosetta basale aderente al suolo.
Le infiorescenze compaiono da aprile ad ottobre, sono erette e formano una spiga marrone; le antere sono giallo pallido e molto sporgenti

Dove si trova:

La Lanciola si trova in tutta Europa, nei prati, ai lati dei sentieri e ai bordi stradali, nei terreni incolti.

Le parti utilizzate:

Della Lanciola si raccolgono le foglie durante la fioritura, cioè da aprile ad ottobre.

Proprietà:

La Lanciola ha proprietà lassative, decongestionanti ed emollienti per cui è usata in tutte le malattie dell’apparato respiratorio, come tosse, tosse convulsa, asma e bronchiti, ma anche per i disturbi digestivi quale lassativo e nelle ferite, su cui si applicano le foglie fresche schiacciate.
Il succo fresco, preso a cucchiaini, è adatto all’uso interno.

Preparazioni e uso:

Infuso: 2 cucchiaini di droga essiccata in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 5 minuti.

Lavanda

(Lavandula angustifolia Miller)

Famiglia: Labiate

Descrizione:
Arbusto legnoso
, che va dai 15 ai 60 di altezza. Le foglie sono di color verde-grigio, strette e allungate. I fiori sono di colore azzurro, piccoli e disposti in un spiga terminale.

Dove si trova:
Terreni calcarei, asciutti e soleggiati del sud dell’Europa. E' coltivata in Europa e in America per la sua essenza.

Le parti utilizzate:
Principalmente le sommità fiorite, ma anche le foglie.  Le infiorescenze si raccolgono all’inizio
della fioritura, in giugno-luglio, recidendole alla base.   
Le infiorescenze si fanno seccare, in mazzi, all’ombra; quando i fiori sono ben secchi, si separano facendo passare l’infiorescenza fra le mani. Si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

Proprietà: 

Aromatiche, purificanti, antisettiche, balsamica, sedative, antispasmodiche, antinfiammatorie. Le infiorescenze e le foglie della lavanda sono molto ricche (1%-5%) di un olio essenziale volatile dalla composizione molto complessa, costituito da vari alcol terpenici e dai loro esteri. Il più importante di questi è il linalolo, l’essenza responsabile delle principali proprietà terapeutiche della lavanda:

1.Sedativa e riequilibrante del sistema nervoso centrale e vegetativo:
si raccomanda in casi di nervosismo, nevrastenia, nausea, tendenza alla lipotimia (svenimento), palpitazioni e, in generale, in tutti i casi di malattie psicosomatiche.

2.Digestiva: esercita un’azione antispastica e carminativa (antiflatulenta) sul condotto digestivo, e inoltre ha un effetto aperitivo, facilitando la digestione. Poiché l’essenza di lavanda possiede anche proprietà antisettiche, dà attimi risultati in caso di coliti (infiammazioni dell’intestino crasso), specialmente in presenza di fermentazione putrida con decomposizione delle feci e gas molto maleodoranti.

3.Antireumatica e antinfiammatoria: applicati esternamente, l’acqua, l’olio e l’essenza di lavanda sono molto efficaci per calmare i dolori reumatici, sia di origine articolare sia muscolare, come i dolori artrosici del collo o della schiena, l’artrite gottosa, il torcicollo, la lombaggine, la sciatica, ecc. Risultano inoltre molto efficaci in caso di lussazioni, distorsioni, contusioni e stiramenti muscolari (strappi e sovraffaticamento).

4.Antisettica e cicatrizzante: l’infuso di lavanda si utilizza per lavare ulcere e ferite infette, poiché le aiuta a rimarginarsi rapidamente. L’olio di lavanda allevia il dolore nelle bruciature leggere (di primo grado) e disinfiamma le irritazioni dovute a punture di insetti.

5.Rilassante e riposante: in seguito a lunghe camminate, dopo un intenso esercizio fisico o quando si avverte una grande stanchezza, un bagno caldo con acqua o essenza di lavanda aiuta a riattivare la circolazione e a eliminare la sensazione di affaticamento. L’effetto aumenta se al bagno si fa seguire anche una frizione da effettuare con un panno di lana imbevuto d’acqua, d’olio o di essenza di lavanda.

6.Sedativa: il semplice atto di respirare l’aroma di lavanda esercita una piacevole ed efficace azione sul sistema nervoso centrale. Questa pianta è particolarmente indicata per i bambini iperattivi o che dormono male. In questo caso, risulta molto efficace mettere alcune gocce di essenza di lavanda sul cuscino del letto o su un fazzoletto posto vicino al viso del bambino.

7.Balsamica: l’essenza viene assunta per inalazione o vapori, per accelerare la cura di laringiti, tracheiti, bronchiti, catarro bronchiale e raffreddori.

Preparazione e uso:

Uso interno:

Per facilitare la digestione e in caso di infiammazioni intestinali.                                                                                                              

Infuso - si prepara con 30-40 g di infiorescenze e foglie per 1 litro d'acqua. Bere 3 tazze al giorno, dolcificante con miele, dopo i pasti.
Estratto fluido - ingerire 30 gocce 3 volte al giorno.
Essenza - la dose abituale è di 3-5 gocce 2 o 3 volte al giorno.

Uso esterno:  

Per calmare dolori reumatici e infiammazioni. Azione rilassante per il sistema nervoso centrale. Balsamica per le infiammazioni all'apparato respiratorio.
Essenza di lavanda - perché faccia effetto, basta aspirarne poche gocce o sfregarle sulla pelle.

Per lavare ulcere e ferite infette, poiché aiuta a rimarginarle.
Lavaggi e impacchi - si può utilizzare lo stesso infuso descritto per uso interno, oppure prepararne uno più concentrato. Lavare direttamente ulcere e ferite e quindi impregnare con l'infuso una pezza da appoggiare sulla zona malata per 15-30 minuti.

Per infiammazioni muscolari.
Fomenti caldi - si preparano con infuso di lavanda o versando nell'acqua alcune gocce di essenza. Esporre al vapore il collo, le spalle e le ginocchia.

Per reumatismi e infiammazioni, o come rilassante.
Lozioni e frizioni - si possono praticare con alcune gocce di essenza, con olio o con acqua di lavanda (vedere il metodo di preparazione alla pagina seguente.

Olio di lavanda: diluire 10 g di essenza in 100 g di olio d'oliva e applicarlo come lozione sulla zona dolorante. Si può preparare anche lasciando macerare 250 g di pianta secca per 2 settimane in 1 litro d'olio e filtrando il tutto.

Acqua di lavanda: versare 30 g di essenza in 1 litro di alcool a 90°. Dopo aver lasciato riposare la miscela per 24 ore, colarla attraverso un filtro di carta e conservarla in vasi ben chiusi. Se risulta troppo concentrata, è possibile diluirla con acqua.
Si può preparare anche lasciando macerare 250 g di infiorescenze secche in 1 litro d'alcol per 2 settimane. Trascorso questo tempo,colare il liquido attraverso un filtro di carta e conservarlo in recipienti ben chiusi.
Può essere utilizzata come antireumatico, antinfiammatorio e rilassante, applicandola
esternamente con bagni e frizioni.

Malva silvestre
( Malva sylvestris)   

Descrizione: 

La Malva silvestre è una pianta erbacea bienne e perenne; ha una radice a fittone e il fusto può essere alto fino a un metro e coperto di peli.
Le foglie sono sparse, picciolate e di varie forme (palminervie, lobate e seghettate).
I fiori sono riuniti in fascetti all’ascella della foglia, peduncolati con una corolla di cinque petali, rosei o rosei-violacei con strie più cariche.

Dove si  trova:

La Malva silvestre è comune dalla zona mediterranea a quella submontana; si rinviene frequentemente nei luoghi erbosi, nei ruderi, lungo le strade e nei campi abbandonati.

Parti utilizzate:

Della Malva silvestre si raccolgono le foglie e i fiori.
Le foglie si raccolgono da giugno a settembre, recidendole senza il picciolo.
I fiori si raccolgono nello stesso periodo, recidendoli in bocciolo o appena aperti.
Foglie e fiori si essiccano all’ombra in strati sottili; le prime si conservano in sacchetti di carta o tela, i fiori in vasi di vetro al riparo dalla luce.

Proprietà:

Le foglie e i fiori della Malva silvestre hanno all’incirca le stesse proprietà e possono, nei trattamenti domestici, venire impiegati separatamente o in miscela, a seconda della disponibilità.
I preparati di Malva silvestre attenuano lo stato di infiammazione della bocca e della gola, sono espettoranti nel caso di bronchiti e di catarri ostinati, sono antinfiammatori (calmano le infiammazioni), regolano l’intestino e ne calmano i dolori spastici. Sono adatti particolarmente all’organismo delicato dei bambini e degli anziani.
Le radici di Malva silvestre sono leggermente analgesiche ( calmano il dolore) e guariscono i formicolii; inoltre si possono strofinare sulle gengive per pulire i denti.

Preparazioni e uso:

Uso esterno: 

Per le infiammazioni delle mucose della bocca e della gola, gengive fragili, nevralgie dentarie, pelli arrossate, formicolii, pruriti.

Infuso: 5 g di fiori e foglie in 100 ml di acqua.
Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse imbevute di infuso, più volte al
giorno.

Uso interno:

Per le tossi, i raffreddori, le costipazioni intestinali.

Infuso: 3 g di fiori e foglie in 100 ml di acqua.
Una tazza a piccoli sorsi, due o tre volte al giorno.

Uso cosmetico:

 

Bagni emollienti e idratanti si ottengono aggiungendo all’acqua decotti di fiori e foglie.

Margherita
( Leucanthemum vulgare)

Descrizione:

La Margherita è fornita di un rizoma corto da cui, durante la stagione autunnale, si sviluppano alcune rosette di foglie che nella primavera successiva producono dei fusti semplici o ramificati alti fino a un metro.
Le foglie sono di varie forme con margine dentato o inciso.
I fiori sono riuniti in capolini di alcuni centimetri di diametro.
Vi sono due tipi di fiori: quelli periferici dotati di una lunga ligula bianca che termina all’apice con due o tre denti, e quelli interni gialli che hanno una corolla tubulare divisa invece all’apice in cinque piccoli lobi.

Dove si trova:

La Margherita è comune dal mare alla zona alpina nei luoghi erbosi, nei prati e nei campi; è anche coltivata come pianta ornamentale.

Parti utilizzate:

Della Margherita si raccolgono i capolini di questa pianta all’inizio della fioritura, in maggio e in luglio, recidendoli senza il peduncolo, e si conservano in recipienti di vetro o porcellana dopo averli fatti essiccare all’ombra in un luogo aerato.

Proprietà:

I fiori della Margherita hanno proprietà tossifughe (calmano la tosse), antispasmodiche (calmano gli spasmi), astringenti (riducono la secrezione dei tessuti).
Infatti, mediante infuso, possono essere utilizzati per calmare la tosse, i dolori addominali dovuti a coliche intestinali e per regolare e stimolare il ciclo mestruale.
Mediante sciacqui, gargarismi, lavaggi, possono essere utilizzati come astringenti e lenitivi nel caso di abrasioni, piccole scottature, infiammazioni di bocca, gola e gengive.
Può essere usata nella cosmesi per normalizzare le pelli grasse, impure, con pori dilatati.

Preparazioni e uso:
Uso interno:

Come sedativo della tosse e dei dolori addominali.

Infuso: 2 g di fiori in 100 ml di acqua.
Una o due tazzine all’occorrenza.

Uso esterno:

Come astringente della cute, delle mucose, lenitivo di infiammazioni e scottature.

Infuso: 5 g di fiori in100 ml di acqua.
Fare sciacqui e gargarismi, lavaggi, applicare compresse imbevute di infuso sulle zone interessate.

Margheritina
(Bellis perennis)  

Descrizione: 

La Margheritina è una pianta erbacea con un rizoma da cui dipartono radichette sottili; il fusto è semplice e spesso molto corto.
Le foglie formano una rosetta, hanno forma di spatola con il margine inciso verso l’apice. Sono tomentose (con peli) da giovani e glabre da adulte.
I fiori sono riuniti in capolini portati singolarmente da peduncoli di 10-20 cm. Il capolino è racchiuso da brattee verdi di forma lineare e i fiori periferici sono ligulati con una ligula bianca o rossastra nella parte esterna, mentre sono gialli nella parte interna.

Dove si trova:

La Margheritina è comune dal mare alla zona alpina, nei luoghi erbosi, lungo le strade, negli incolti e nei prati.

Parti utilizzate:

Della Margheritina si raccolgono i fiori e la parte aerea della pianta.
I fiori si raccolgono all’inizio della fioritura (da marzo a giugno) senza il picciolo, mentre la pianta si raccoglie in quel periodo ma recidendola al colletto con un coltello.
I fiori e la parte aerea della pianta si essiccano all’ombra rimuovendoli spesso e si conservano in recipienti( di vetro o di porcellana).

Proprietà:

Per uso interno i fiori e la pianta della Margheritina hanno leggere proprietà lassative ma soprattutto stimolano la diuresi e la sudorazione agendo quindi come disintossicanti.
Taluni autori suggeriscono di associare la Margheritina con altre piante con proprietà depurative come il Tarassaco o la Cicoria.
Per uso sterno la Margheritina riduce la secrezione dei tessuti ed è antiinfiammatoria, utile per le irritazioni della bocca e della gola e per le palpebre arrossate.
Queste proprietà possono essere sfruttate nell’uso cosmetico per schiarire la pelle, detergere zone macerate dal sudore, decongestionare il viso attorno agli occhi

Preparazioni e uso:
Uso interno:

Per regolare l’intestino, stimolare la diuresi, depurare l’organismo.

Infuso: 2 g di fiori in 100 ml di acqua.
Una o due tazzine a digiuno.

Uso esterno:

Come astringente, lenitivo della cute e delle mucose arrossate.         

Polpa: applicare i fiori o la parte aerea della pianta, con una garza, sulle zone interessate.

Infuso: 5 g di fiori in 100 ml di acqua.
Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi e applicare compresse bagnate di infuso sulle zone interessate.

Mirtillo

(Vaccinium myrtillus L.)

Famiglia: Ericaceae

Descrizione:
E’ un piccolo arbusto alto da pochi a 50 cm; le foglie sono ovali o ellittiche, il margine è dentellato; i fiori sono penduli e normalmente solitari, la corolla è di colore bianco-rosato.

Dove si trova:
Cresce nella zona submontana e montana; è frequente nelle Alpi e si rinviene nell’Appennino fino all’Abruzzo; si trova nei boschi e nelle brughiere.

Le parti utilizzate:
Le foglie e i frutti.
Le foglie si raccolgono in giugno-luglio, i frutti a maturità in agosto usando gli appositi pettini.
Le foglie si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta o tela; i frutti si usano normalmente freschi o si surgelano per conservarne le caratteristiche, oppure si trasformano in marmellate e gelatine.

Proprietà:

I frutti del mirtillo contengono molti acidi organici (malico, citrico ecc.) tonificanti dell'apparato digerente, zuccheri, tannini, pectina, mirtillina (glucoside colorante), antocianine, le vitamine A, C e, in quantità minore, la vitamina B. Oltre alle loro proprietà alimentari e rinfrescanti, i mirtilli sono astringenti, antidiarroici, antisettici e vermifughi e sono consigliati nei seguenti casi:

1-Alterazioni circolatorie del sistema venoso, come pesantezza delle gambe, varici, flebiti, ulcere varicose ed emorroidi. Le antocianine del mirtillo agiscono proteggendo e rinforzando la parete dei vasi capillari e venosi: impediscono così la fuoriuscita di proteine e di liquido nei tessuti e favoriscono la riduzione di edema e di congestione; inoltre i mirtilli agiscono sul cuore, aumentando la resistenza del muscolo cardiaco (miocardio).

2-Degenerazione della retina e diminuzione della vista: le antocianine del mirtillo agiscono sui capillari della retina, migliorando l'irrorazione delle cellule sensibili alla luce e sono molto utili per migliorare l'adattamento all'oscurità. L'uso del mirtillo è particolarmente indicato nei casi di retinopatia diabetica, di miopia e nei casi di degenerazione della retina dovuti a ipertensione, ad arteriosclerosi o a altre cause, ad esempio la retinite pigmentaria.

3-Diarree in generale e in particolar modo quelle causate da infezioni dovute all'alterazione della flora intestinale: per il suo effetto antisettico il mirtillo può arrestare la flatulenza, causata dalla fermentazione e dalla putrefazione intestinale; inoltre decongestiona e normalizza il funzionamento dell'intestino, soprattutto del colon.

Si è verificato sperimentalmente che sia le bacche sia le foglie del mirtillo rallentano lo sviluppo eccessivo dei colibacilli, responsabili delle flora intestinale e di altre infezioni urinarie.

4-Parassitosi intestinale, causata in particolare dagli ossuri, piccoli vermi che sono spesso presenti nell'intestino dei bambini: in questo caso si raccomanda una cura di mirtilli freschi o preparati come purè, per tre giorni consecutivi, durante i quali è permesso bere solo del latte.

5-Infezioni urinarie: il succo fresco di mirtillo e i suoi estratti esercitano un'azione antisettica sugli organismi urinari come la vescica e l'uretra. Alle donne che soffrono di cestite recidiva si consiglia l'assunzione continuativa di mirtilli per un tempo che va da uno a tre mesi, per prevenire la ricadute.

6-Malattie dellla pelle, come l'eczema, la follicolite e le ulcere varicose: in questi casi si applica localmente il succo di mirtillo, come lozione fresca, o concentrato per cottura.

Le foglie del mirtillo meritano una menzione speciale; contengono tannino, glucosidi flavonoidi e glucochina, sostanza che abbassa il contenuto di glucosio (zuccheri) nel sangue: possiedono cioè gli effetti astringenti e antidiarroici dei frutti, ma sono anche ipoglicemizzanti; si consigliano quindi ai diabetici, in quanto consentono di ridurre le dosi di farmaci per via orale o quelle di insulina.

Preparazione e uso:

Uso interno:

In caso di pesantezza delle gambe, varici, flebiti, ulcere varicose ed emorroidi. Migliorano l'irrorazione delle cellule della retina migliorando l'adattamento all'oscurità. In caso di infezioni dovute all'alterazione della flora intestinale.
Succo fresco - si ottiene pestando e poi filtrando i frutti maturi; se ne prendono 5-10 cucchiai a ogni pasto.
Decotto - far bollire 50-70 g di frutti in 1 litro d'acqua per 15 minuti, filtrare e bere a piacimento nell'arco della giornata.                                                                                           In caso di ossiuri, piccoli vermi presenti nell'intestino dei bambini.
Cura di mirtilli - da mezzo a 1 chilo di mirtilli al giorno, freschi o cucinati come purè, assunti come unico alimento per un periodo di 3-5 giorni. La cura deve essere seguita con cautela e può essere integrata da altri alimenti, come ad esempio il latte, se si dovesse avvertire un senso di debolezza. Pertanto, non è consigliabile ai bambini, i quali potrebbero risentire negativamente di una tale restrizione alimentare.

In caso di infezioni dovute all'alterazione della flora intestinale.
Infuso di foglie - con 30-40 g in 1 litro d'acqua. Nella cura del diabete, berne 3 o 4 tazze al giorno, non dolcificate. Contro la diarrea, una tazza dopo ogni evacuazione, finché la situazione non si normalizza.

Uso esterno:

In caso di eczema, la follicolite e le ulcere varicose.
Lozioni - si può usare sia succo fresco sia il decotto dei frutti.

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