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 Nocciolo  -  Noce - Ononide spinosa - Ortica comune  

Piantaggine maggiore  -  Primula  -  Prugnolo  -  Pungitopo

Nocciolo

(Corylus avellana L.)

Famiglia: Betulacee


Descrizione:
Albero o arbusto che raggiunge i 2-5 m di altezza; in genere è formato da numerosi fusti o polloni che nascono da un ceppo comune; ha foglie biseghettate che terminano a punta.

Dove si trova:
Cresce spontaneo nelle regioni montuose in Europa e nel Nordamerica e si coltiva nei Paesi mediterranei.

Le parti utilizzate:
Gli amenti (infiorescenze a spiga), la corteccia dei rami giovani, le foglie e frutti che sono le nocciole.

Proprietà:

Tutte le parti dell'albero contengono flavonoidi e tannini. La CORTECCIA rami giovani e le FOGLIE agiscono con i seguenti effetti:

1-Venotonico: l'effetto più notevole è quello di tonificare la circolazione venosa, favorendo il ritorno del sangue verso il cuore. Il decotto di corteccia e di foglie, ingerito o applicato in impacchi sulle gambe, è consigliato in caso di: varici, flebiti ed emorroidi. Possiede anche un leggero effetto vasocostrittore ed emostatico e si può perciò utilizzare anche in caso di epistassi (emorragia nasale) e di ipermenorrea (mestruazioni eccessivamente abbondanti).

2-Cicatrizzante: per uso esterno la corteccia e le foglie cicatrizzano ferite e ulcere varicose; sulle emorroidi producono un evidente effetto calmante e antinfiammatorio: si utilizza il decotto sia in impacchi sia in semicupi, oltre che come bevanda (vedi paragrafo precedente).

Gli AMENTI (infiorescenze a forma di spiga) e il loro polline, raccolti in primavera, agiscono con i seguenti effetti:
3-Depurativo, sudorifero e febbrifugo: si usano perciò in caso di influenza o di raffreddore per accelerare la guarigione; si usano anche in caso di obesità per depurare l'organismo e provocare una perdita di peso conseguente alla sudorazione.

Le NOCCIOLE si usano come alimento ricco di calorie e di sostanze nutritive (grassi e proteine); per ottenere un'assimilazione ottimale si devono masticare bene o, se è necessario, triturarle finemente: sono leggermente ipertensive (fanno crescere la pressione arteriosa) e perciò coloro che soffrono di ipertensione non devono abusarne.

L'OLIO DI NOCCIOLE è astringente e chiude i pori della pelle, perciò è consigliato nella cura della pelle grassa e in caso di acne.

Preparazione e uso:

Uso interno:
In caso di varici, flebiti ed emorroidi, emorragia nasale e mestruazioni eccessivamente abbondanti.
Decotto - di foglie e corteccia di rami giovani (mescolati): far bollire 30-40 g in 1 litro d'acqua per 3 minuti e lasciar riposare ancora per 15 minuti e lasciar riposare ancora per 15 minuti; se ne prendono 1-2 tazze al giorno.

In caso di influenza e raffreddore per accelerare la guarigione.
Decotto - di amenti (sudorifero e dimagrante): far bollire 50 g di amenti primaverili in 1 litro d'acqua per 5 minuti, lasciar riposare ancora 15 minuti e filtrare; assumerne una tazza dopo ogni pasto.

Si usano come alimento ricco di grassi e proteine.
Nocciole - una manciata a colazione o dopo il pasto di mezzogiorno.

Uso esterno:
In caso di varici, flebiti ed emorroidi, emorragia nasale e mestruazioni eccessivamente abbondanti.
Impacchi - imbevuti con lo stesso decotto di foglie e corteccia preparato per uso interno, si applicano sulle zone colpite.

Per cicatrizzare ferite e ulcere varicose, evidente effetto calmante e antinfiammatorio nelle emorroidi.
Semicupi - si preparano con lo stesso decotto.

Si consiglia nella cura della pelle grassa e in caso di acne.
Frizioni - sulla pelle con olio di nocciole.

Noce

(Juglans regia)

   

Famiglia : Juglandaceae


Le parti utilizzate : Le foglie e il mallo.
Le foglie si raccolgono da maggio ad agosto staccandole senza il picciolo; il mallo si ottiene in agosto - settembre, quando i frutti maturano, staccandolo con un coltello e proteggendo le mani con i guanti per evitare macchie persistenti sulle dita.


Proprietà :

Amaricanti, digestive, depurative, ipoglicemizzanti, ipotensive, antiinfiammatorie, antisettiche, coloranti.
Principi attivi : Tannini, juglone, olio essenziale. Le foglie di Noce hanno propietà amarotoniche e digestive; si usano inoltre nel trattamento delle gastroenteriti catarrali e delle artriti uriche. Studi recenti hanno dimostrato che le foglie sono ipoglicemizzanti, abbassano la pressione sanguigna e hanno propietà sedative. Per uso esterno sono utili nel trattamento di eczemi, piccole ulcere della pelle e della bocca, arrossamenti delle zone intime.
Il mallo, ricco di juglone, ha propietà antisettiche e cheratinizzanti; è usato in cosmetica in prdotti abbronzanti e per dare una tonalità castana ai capelli precocemente grigi.
Con il frutto acerbo si prepara un liquore digestivi, il nocino.

Preparazione e uso :

Uso interno :

Le foglie : Come digestivo e depurativo.

Decotto : 1 grammi in 100 ml di acqua. Una tazzina o una tazza dopo i pasti.

Tintura vinosa : 3 grammi in 100 ml di vino bianco (a macero per 10 giorni). Un bicchierino dopo i pasti.

Uso esterno :

Le foglie : Per la pelle e le mucose arrossate

Decotto : 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, applicare sulle parti.

Uso cosmetico :

Per tingere i capelli preparare un decotto con 20 grammi di mallo in 100 ml di acqua e aggiungere 30 grammi di alcool puro; passare tra i capelli dopo lo shampoo.

L'olio ottenuto dai frutti è uno dei migliori emollienti cosmetici con nette proprietà di permeazione della pelle.

 

Ononide spinosa
(Ononis spinosa)

Descrizione:

L'Ononide spinosa è un piccolo arbusto spinoso con il fusto spesso lignificato alla base, è alto fino a 60-70 cm.
Le foglie sono divise in tre foglioline e nella base sono inserite due foglioline spesso coperte da sottili peli ghiandolari.
Le foglie superiori sono formate da una sola fogliolina.
I fiori crescono isolati o a gruppi di due- tre all’ascella delle foglie superiori e il calice è formato da cinque petali.

Dove si trova:

L'Ononide spinosa è diffusa dal mare alla zona montana, solitamente nei terreni aridi e sassosi.

Parti utilizzate:

Dell'Ononide spinosa si raccoglie la radice, con la vanga o la zappa, nel periodo settembre- novembre.
La radice si essicca al sole dopo averla lavata e viene conservata in sacchetti di carta o di tela.

Proprietà:

L'Ononide spinosa ha proprietà diuretiche, depurative e antinfiammatorie.
Gli antichi Greci e Latini la usavano infatti per aumentare l’emissione di urina e per eliminare piccoli calcoli renali e della vescica.
Può essere usata anche esternamente come calmante del prurito e per la gola arrossata.
Gli infusi di Ononide sono buoni colluttori per gengive molli e facili a sanguinare.

Preparazioni e uso:

Uso interno:

Come diuretico e depurativo, per eliminare piccoli calcoli dell’apparato urinario.

Infuso: 1 g di radice in 100 ml di acqua.
Una tazza due- tre volte al giorno.

Uso esterno:

Per i pruriti della pelle e la gola arrossata.

Infuso: 3 g di radice in 100 ml di acqua.
Fare gargarismi e lavaggi sulle zone pruriginose.

Ortica comune

(Urtica dioica L.)

Famiglia: Urticacee

Descrizione:
Pianta perenne alta da 0,5 a 1,5 m; sia i fusti, a sezione quadrata, sia le foglie sono ricoperti da peli urticanti; i fiori verdi sono molto piccoli.

Dove si trova:
Diffusa in tutto il mondo, preferisce i luoghi umidi vicini alle zone abitate.

Le parti utilizzate:
Tutta la pianta, specialmente le foglie.

 

Proprietà:  

I peli urticanti dell'ortica contengono istamina (1%) e acetilcolina (0,2%-1%), sostanze prodotte anche dal nostro organismo, che si attivano come trasmettitori degli impulsi nervosi del sistema neurovegetativo favorendo l'apparato circolatorio e l'apparato digestivo. Bastano 10 mg circa di queste sostanze a provocare una reazione cutanea.

Le FOGLIE contengono clorofilla in abbondanza, il colorante verde del mondo vegetale, la cui composizione chimica è molto simile a quella dell'emoglobina che tinge di rosso il nostro sangue; sono ricchissime di sali minerali, specialmente ferro, di fosforo, di magnesio, di calcio e di silicio, sostanze che le rendono diuretiche e depurative; contengono anche vitamine A, C e K, acido formico, tannino e altri principi attivi ancora non studiati a fondo, che nel loro insieme fanno dell'ortica una delle piante con il maggior numero di proprietà medicinali:

1-Depurativa, diuretica e alcalinizzante: è consigliata in caso di affezioni reumatiche, di artrite, di gotta, di calcoli renali, di renella e, in generale, quando occorre produrre un'azione depurativa e diuretica. L'ortica ha una grande capacità di alcalinizzare il sangue e facilita l'eliminazione dei residui acidi del metabolismo, che sono strettamente legati a tutte queste malattie. La cura per uso interno si può completare con urticazioni sull'articolazione colpita.

2-Antianemica: si usa nelle anemie causate da mancanza di ferro o da perdite di sangue; il ferro e la clorofilla che abbondano nell'ortica stimolano la produzione dei globuli rossi; l'ortica è consigliata anche in caso di convalescenza, di denutrizione e di esaurimento, perché è ricostituente e tonificante.

3-Vasocostrittrice (contrae i vasi sanguigni) ed emostatica (ferma le emorragie): è utile specialmente nei casi di emorragie nasali e uterine. E' utilissima inoltre per le donne che soffrono di mestruazioni abbondanti, ma ricordiamo che qualsiasi emorragia anormale deve essere sottoposta a controllo medico.

4-Digestiva: si ottengono buoni risultati nei disturbi digestivi causati da atonia o da insufficienza degli organi dell'apparato digerente. L'ortica contiene piccole quantità di cretina, un ormone prodotto da alcune cellule del nostro intestino, che stimola la secrezione del succo pancreatico e la motilità dello stomaco e della cistifellea: l'ortica facilitata così la digestione migliora la capacità di assimilare i cibi.

5-Astringente: è stata usata con successo per fermare le fortissime diarree provocate dal colera; è utile in tutti i tipi di diarrea, in caso di colite o di dissenteria.

6-Ipoglicemizzante: esperimenti su numerosi pazienti hanno dimostrato che le foglie di ortica fanno abbassare il livello di zuccheri nel sangue; anche se diminuire le dosi di medicinali antidiabetici.

7-Galattogena: aumenta la secrezione del latte materno e perciò è consigliabile durante l'allattamento.

8-Emolliente: per il suo effetto emolliente si raccomanda nelle malattie croniche della pelle, specialmente in caso di eczemi, di eruzioni e di acne; si usa anche contro la caduta dei capelli; pulisce, rigenera e rende più bella la pelle. I migliori risultati si ottengono assumendola per via orale e, al contempo, facendo applicazioni locali.

 

Preparazione e uso:

Uso interno:
Questa pianta, 12 ore dopo essere stata raccolta, perde l'effetto urticante e acquisisce una consistenza morbida.

In caso di affezioni reumatiche, di artrite, di gotta, di calcoli renali, di renella. Si usa nelle anemie causate da mancanza di ferro o perdite di sangue, in caso di convalescenza, denutrizione e di esaurimento. E' utile nei casi di emorragie uterine. In caso di disturbi digestivi causati da atonia o da insufficienza degli organi dell'apparato digerente. Le foglie abbassano il contenuto di zucchero nel sangue. Aumenta la secrezione del latte materno.
Succo fresco - è il modo migliore di utilizzare l'ortica per sfruttarne le proprietà medicinali, soprattutto l'effetto depurativo; si ottiene schiacciando le foglie o centrifugandole; generalmente se ne prende un bicchiere al mattino e uno a mezzogiorno.
Infuso - si prepara con 50 g in 1 litro d'acqua; si lascia in infusione per 15 minuti e se ne prendono 3 o 4 tazze al giorno.

Uso esterno:
In caso di malattie croniche della pelle come eczemi, eruzioni, acne. Contro la caduta dei capelli, rigenera e rende più bella la pelle.
Lozioni - si applica il succo sulla zona ammalata della pelle.

Oltre ai casi indicati per le lozioni aumenta la secrezione del latte materno.
Impacchi - si imbevono nel succo, si applicano sulla zona malata e si cambiano 3 o 4 volte al giorno.

E' utile nei casi di emorragie nasali.
Tampone nasale - si imbeve una garza nel succo di ortica e si introduce nelle narici.

 

Urticazioni: con un mazzo di ortica appena tagliata si batte leggermente l'articolazione affetta da un processo infiammatorio o reumatico (ginocchio, spalla ecc.); questo produce un effetto revulsivo per il quale il sangue viene attratto in superficie decongestionando i tessuti interni.

Un buon alimento - l'ortica si consuma cruda in insalata, tritata nelle frittate, nelle minestre o semplicemente bollita come qualsiasi altra verdura: può sostituire benissimo gli spinaci e forse e più gradita essendo più dolce.
L'ortica è una buona fonte di proteine: quando è fresca ne contiene da 6 a 8 g ogni 100 g, essiccata ne contiene da 30 a 35 g (percentuale vicina a quella della soia, uno dei legumi più ricchi di proteine).

 Piantaggine maggiore
( Plantago maior)

 

Famiglia: Plantaginaceae

Descrizione:
E’ una pianta erbacea perenne, la pianta non possiede fusto, ha solo uno o più scapi senza foglie alti fino a 30 cm, che portano al loro apice l'infiorescenza. L’infiorescenza è una spiga composta da numerosi fiori.

Dove si trova:
La Piantaggine cresce un po’ dovunque dal mare alla regio ne alpina; si trova nei prati, nei campi, lungo le strade e in tutti i luoghi erbosi.

Le parti utilizzate:
Le foglie e i semi.Le foglie si raccolgono, ben sviluppate, da giugno ad agosto; i semi si ottengono recidendo le spighe in agosto-settembre, quando cominciano imbrunire.
Le foglie si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta o tela. Le spighe essiccate si battono per separarne i semi: questi si setacciano per eliminare le parti estranee e si conservano in recipienti di vetro o porcellana al riparo dall’umidità.

 

Proprietà:

Rinfrescanti, depurative, diuretiche, astringenti, antinfiammatorie, emollienti 

Principi attivi: mucillagini, sostanze amare, tannini e il glucoside aucubina. Le foglie della Piantaggine hanno valida applicazione come astringenti intestinali nelle diarree, stimolano blandamente la diuresi e leniscono il mal di gola e le infiammazioni delle mucose orali. Per uso esterno, sotto forma di decotto o di cataplasma, esse esercitano un’azione antinfiammatoria e antipruriginosa che è utile in particolare per le tracheiti e le gengiviti, per le piccole ustioni, per fenomeni acneici e per le punture di insetti. I semi agiscono come regolatori intestinali e decongestionanti nelle infiammazioni intestinali e bronchiali.

 

Preparazione e uso:

Uso interno – le foglie
Per disturbi intestinali, tosse e mal di gola.
Infuso – 3 g in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno. Succo – Tre cucchiai al giorno.

Uesrno – le foglie
Per tutte le infiammazioni della pelle e delle mucose, scottature e punture di insetti.
Infuso (o decotto) – 5 g in 100 ml di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse sulle parti interessate.

Uso interno – i semi
Come antinfiammatorio ed emolliente delle mucose della bocca e dell’intestino.
Decotto – 5 g in 100 ml di acqua. Una tazza prima di coricarsi.

Uso cosmetico:
Gli estratti acquosi di Piantaggine hanno nette proprietà idratanti cutanee e vengono impiegati in maschere e creme per rinormalizzare le pelli secche e parzialmente disidratate.

Primula

(Primula veris L.)

Famiglia:  Primulacee

Descrizione:
Pianta erbacea perenne, le foglie sono grandi, ovate e formano una rosetta basale; il fusto misura da 15 a 30 cm e termina in un'ombrella di fiori gialli.

Dove si trova:
Si trova nei prati e nei boschi radi delle montagne d'Europa; successivamente si è diffusa anche in America, nelle regioni a clima temperato.

Le parti utilizzate:
La radice, il rizoma (fusto sotterraneo) e i fiori.

Proprietà:

La radice e il rizoma della primula o primavera odorosa sono ricchissime di saponine triterpeniche (5-10%); la più importante è la primulina, a cui la pianta deve la sua proprietà espettorante e mucolitica (fluidificante delle secrezioni bronchiali). La pianta contiene anche due eterosidi fenolici derivati dall'acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che si trasformano per idrolisi in derivati dell'acido salicilico, le cui virtù analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche sono ben note: infatti si tratta delle stesse virtù che caratterizzano l'aspirina, la quale contiene essenzialmente acido acetilsalicilico, derivato sintetico dell'acido salicilico.

ATTENZIONE

Alcune varietà, che crescono in vaso o nei giardini, hanno le foglie rivestite da peli urticanti che possono provocare irritazioni delle pelle e anche reazioni allergiche.

Le due applicazioni più importanti della RADICE della primavera odorosa riguardano:

1-Malattie dell'apparato respiratorio in cui sia necessario fluidificare le secrezioni bronchiali per facilitarne l'espulsione: bronchite acuta e cronica, asma bronchiale e broncopolmonite ecc.; la radice è utile anche contro i semplici catarri bronchiali e per calmare gli accessi di tosse. L'azione fluidificante ed espettorante delle saponine della primavera odorosa non è rilevante come quella poligala virginiana, ma è comunque molto utile.

2-Malattie reumatiche, gotta e, per uso esterno, come antinfiammatorio in caso di contusioni, distorsioni e dolori muscolari.

Oltre alla radice, anche i FIORI della primavera odorosa contengono flavonoidi e carotene (provitamina A) e si utilizzano in caso di:

3-Emicranie e cefalee, grazie alla loro azione antispasmodica e sedativa, mentre la tisana, per il suo sapore gradevole, è molto indicata per calmare i bambini nervosi o iperattivi.

4-Gotta o litiasi urinaria (calcoli, renella), per la loro azione diuretica e depurativa; vanno assunti insieme ad altre piante diuretiche.

Preparazione e uso:

Uso interno:
In caso di malattie dell'apparato respiratorio, malattie reumatiche e gotta.
Decotto - si prepara con 30-50 g di radice e/o di rizoma tritato in 1 litro d'acqua e cotto per 15 minuti; se ne prendono 3 o 4 tazze al giorno, calde e dolcificate a piacere con miele.

In caso di emicranie e cefalee, gotta e litiasi urinaria.
Infuso - si prepara con 20-30 g do fiori in 1 litro d'acqua; se ne prendono fino a 5 tazze al giorno.

Uso esterno:
Come antinfiammatorio in caso di contusioni, distorsioni e dolori muscolari.
Impacchi - si fanno con lo stesso decotto preparato per uso interno, ma più concentrato, e si applicano sulla parte colpita.

Prugnolo

(Prunus spinosa L.)

Famiglia: Rosacee

Descrizione:
Arbusto alto fino da 1 a 3 m, dalla corteccia grigio scura e ricca di spine legnose; i fiori color avorio sono piccoli e molto numerosi; il frutto è una bacca rotonda, di color azzurro violaceo quando quando è matura.

Dove si trova:
Cresce sui pendii soleggiati e ai margini dei sentieri delle regioni montuose di tutta Europa; si è naturalizzato nel continente americano.

Le parti utilizzate:
I fiori e frutti (prugnole).

Proprietà:

Il prugnolo non è una pianta medicamentosa eccezionale, tuttavia le sue le sue proprietà appaiono interessanti e vale la pena di saperle sfruttare.

I FIORI contengono amigdalina (un glucoside cianogenetico), derivati della cumarina e flavonoglucosidi, che esercitano un'azione lassativa, diuretica e depurativa. L'effetto lassativo dei fiori è leggero ma efficace ed è seguito da un'azione antispasmodica (rilassante) della muscolatura che ricopre l'intestino crasso: sono molto indicati nella stitichezza funzionale, che si manifesta nei casi di colon irritabile.

I FRUTTI (prugnole o susine selvatiche) contengono tannino (responsabile del tipico sapore aspro), flavonoidi, acido malico, saccarosio, pectina, gomma e vitamina C; al contrario dei fiori, sono astringenti e perciò utili in caso di diarrea semplice e di decomposizione intestinale; i frutti sono anche eupeptici (stimolano i processi digestivi), aperitivi e tonificanti dell'organismo in generale.

Il consumo dei frutti provoca un aumento dell'appetito e una sensazione rinfrescante e rivitalizzante; si possono mangiare freschi, cotti o sotto forma di sciroppo.

Il liquido di cottura delle prugnole si può utilizzare per effettuare tamponi nasali efficaci per fermare l'epistassi (emorragia nasale); si può usare anche per fare sciacqui e gargarismi in caso di gengivite (infiammazione delle gengive) e di faringite. 

ATTENZIONE

Le mandorle dei noccioli delle prugnole, come quelle di molti altri frutti della famiglia delle Rosacee, contengono acido cianidrico, che è un potente tossico e quindi non si devono mangiare, né schiacciare.

Anche la corteccia dei rami e della radice contiene acido cianidrico o prussico e, anche se alcuni la consigliano come astringente, va decisamente evitata.

Preparazione e uso:

Uso interno:
Ha un effetto lassativo indicato nella stitichezza funzionale, che si manifesta nei casi di colon irritabile.
Infuso - si prepara con 60 g di fiori in 1 litro d'acqua; se ne prende una tazza al giorno, al mattino.

In caso di diarrea semplice e di decomposizione intestinale; stimolano i processi digestivi ed ha funzione aperitiva e tonificante.
Frutti - si possono consumare freschi o bolliti nell'acqua (bastano 2 minuti), per togliere il sapore aspro.
Sciroppo - si prepara con mezzo chilo di frutti, mezzo chilo di zucchero e un bicchiere d'acqua. Si mescola e si lascia bollire per 15 minuti; si ottiene uno sciroppo rosso e di sapore gradevole; si filtra con un panno e si prende a cucchiaiate, come antidiarroico o come aperitivo.
Decotto - si fanno bollire 100 g di frutti in 1 litro d'acqua per 10 minuti, a fuoco lento; si filtra il liquido ottenuto e si somministra a cucchiaiate.

Uso esterno:
Per fermare l'epistassi (emorragia nasale).
Tamponi nasali - si effettuano con una garza impregnata dello stesso decotto che si consiglia per uso interno.

Pungitopo

(Ruscus aculeatus L.)

Famiglia: Lilacee

Descrizione:
Piccolo arbusto sempreverde, con fusto diritto, alto da 50 a 100 cm ; il frutto è una bacca rossa.

Dove si trova:
Terreni calcarei e boschivi, specialmente quelli costituiti da faggi e querce dell'Europa centrale e meridionale.

Le parti utilizzate:
Il rizoma e la radice.

Proprietà:

La radice e il rizoma del pungitopo contengono saponine steroidi dall'azione vasocostrittrice e antinfiammatoria (ruscogenine) e rutina, capillaroprotettrice (con effetto analogo a quello della vitamina P). Il pungitopo è probabilmente il più potente tonico venoso vegetale e per questo rientra nella composizione di molti farmaci antiemorroidali e antivaricosi.

Le sue applicazioni sono:

1-Malattie delle vene: varici, flebiti, pesantezza delle gambe, edemi (ritenzione di liquidi), emorroidi; i suoi principi attivi migliorano la circolazione del sistema venoso e rafforzano le pareti dei capillari, diminuendo l'essudazione di liquidi verso i tessuti; il pungitopo agisce anche come diuretico, potenziando così la sua azione benefica sulla circolazione venosa.

2-Gotta, artrite e calcolosi renale per la sua azione depurativa; facilita l'eliminazione dell'acido urico e aumenta la sudorazione, che contribuisce ulteriormente a depurare il sangue.

3-Cellulite: applicato sulla pelle in forma di impacchi o lozioni ha un effetto tonificante e riducente. E' anche un ottimo rimedio contro i geloni.

 

Preparazioni e uso:

Uso interno:

Per le malattie delle vene (varici, flebiti, edemi ...); in caso di gotta, artrite e calcolosi renale.
Decotto - far bollire 40-60 g di radice o rizoma in 1 litro d'acqua per 10 minuti; se ne prendono da 4 a 6 tazze al giorno.

Uso esterno:
In caso di cellulite.
Lozioni - con lo stesso decotto preparato per uso interno.

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